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	<title>Vacanze alle Maldive &#187; Notizie sulle Maldive</title>
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	<description>Tutte le offerte e le informazioni sulle Maldive</description>
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		<title>Maldive a rischio scomparsa per il surriscaldamento globale</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 23:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie sulle Maldive]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il picco più alto delle Maldive non supera i 2 metri. Basta questo dato per capire che l’arcipelago è una vittima designata del riscaldamento globale: sarà tra i primi Stati a essere cancellati dalla risalita degli oceani.
Il governo delle Maldive fa di tutto per sventolare il panno rosso dell’allarme. Prima la tassa sui turisti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-78" src="http://maldive.bloggerstyle.net/files/2009/11/maldive-riscaldamento-globale.jpg" alt="maldive riscaldamento globale" width="216" height="265" />Il picco più alto delle Maldive non supera i 2 metri. Basta questo dato per capire che l’arcipelago è una vittima designata del riscaldamento globale: sarà tra i primi Stati a essere cancellati dalla risalita degli oceani.</p>
<p>Il governo delle Maldive fa di tutto per sventolare il panno rosso dell’allarme. Prima la tassa sui turisti per sostenere le politiche anti gas serra. Poi la <a href="http://maldive.bloggerstyle.net/notizie-sulle-maldive/riunione-di-governo-subacquea-contro-i-cambiamenti-climatici/">riunione del governo</a> sott’acqua per «anticipare i tempi». Ora il progetto di azzerare le emissioni serra entro dieci anni anche grazie a un parco eolico che fornirà il 40 per cento del fabbisogno elettrico dell’arcipelago.</p>
<p>Dopo aver vinto le prime elezioni democratiche dell’arcipelago, il presidente <strong>Mohamend Nasheed</strong>, 42 anni, sta facendo di tutto per difendere la casa dei 350 mila abitanti delle Maldive. Per loro la mancanza di alternativa è di tutta evidenza. Purtroppo sono in buona compagnia: si calcola che i profughi in fuga dal clima potranno arrivare a 200 milioni entro il 2050.</p>
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		<title>Riunione di governo subacquea contro i cambiamenti climatici</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 11:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie sulle Maldive]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il governo delle Maldive ha organizzato un&#8217;originale una seduta subacquea per sensibilizzare la comunità mondiale sui cambiamenti climatici. Così, il presidente della nazione Mohammed Nasheed e altri 13 ufficiali governativi hanno indossato la muta e, muniti di bombole, si sono immersi a 6 metri di profondità a largo dell&#8217;isola Girifushi, dove hanno trovato ad aspettarli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo delle Maldive ha organizzato un&#8217;originale una seduta subacquea per sensibilizzare la comunità mondiale sui cambiamenti climatici. Così, il presidente della nazione Mohammed Nasheed e altri 13 ufficiali governativi hanno indossato la muta e, muniti di bombole, si sono immersi a 6 metri di profondità a largo dell&#8217;isola Girifushi, dove hanno trovato ad aspettarli un tavolo con sedie. <span id="more-75"></span></p>
<p>L&#8217;arcipelago delle Maldive è seriamente minacciato dall&#8217;innalzamento dei mari, in quanto esso si sviluppa ad un&#8217;altezza media di 2,1 metri sotto il livello marino.  &#8220;Stiamo cercando di far capire alle persone che le Maldive rappresentano solo lo stato in prima linea; questo non è un problema solo per le Maldive, ma per il mondo intero&#8221; ha spiegato il presidente.<br />
Durante l&#8217;originale Consiglio dei Ministri, le autorità del paese hanno firmato un documento che chiede a tutti i paesi di ridurre le loro emissioni di CO2.</p>
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		<title>Maldive a emissioni zero</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 09:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie sulle Maldive]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni zero]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Maldive puntano a diventare la prima nazione completamente ad energia pulita entro il 2020. Il presidente Mohamed Nasheed sta proponendo un programma per sostituire i carburanti fossili con energia eolica e solare. Il governo maldiviano ha intenzione di privatizzare l&#8217;azienda elettrica nazionale con l&#8217;intento di attrarre investimenti stranieri e realizzare sia 155 pale eoliche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Maldive puntano a diventare la prima nazione completamente ad energia pulita entro il 2020. Il presidente Mohamed Nasheed sta proponendo un programma per sostituire i carburanti fossili con energia eolica e solare. Il governo maldiviano ha intenzione di privatizzare l&#8217;azienda elettrica nazionale con l&#8217;intento di attrarre investimenti stranieri e realizzare sia 155 pale eoliche da un megawatt e mezzo l&#8217;una sia mezzo chilometro quadrato di pannelli solari che insieme forniranno l&#8217;energia necessaria ai 385.000 abitanti.</p>
<p>Il progetto, che include anche una centrale elettrica alimentata con gusci di noci di cocco, prevede costi pari a circa 850 milioni di euro).</p>
<p>Nasheed è stato eletto lo scorso anno nelle prime elezioni multipartitiche del paese, al posto del presidente Maumoon Abdul Gayoom al potere per tre decenni.</p>
<p>Il tema ambientale ha avuto particolare rilevanza nella campagna elettorale e nel programma di governo anche perché l&#8217;arcipelago sarebbe minacciato dai cambiamenti climatici planetari.<br />
Secondo stime Onu, il surriscaldamento della Terra potrebbe causare nel tempo un innalzamento del livello del mare di 58 centimetri, sommergendo gran parte delle isole dell&#8217;arcipelago entro il 2100.</p>
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		<title>Jinny e gli altri spiriti delle Maldive</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 10:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie sulle Maldive]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;isolamento è una condizione implicita alle Maldive. Decine o centinaia di chilometri separano un&#8217;isola dall&#8217;altra e spesso nessuno sa quello che veramente accade in un posto o in altro. Mezzi di trasporto e comunicazione sono una cosa abbastanza recente &#8211; post-tsunami &#8211; e, nonostante ci siano ancora isole &#8220;dimenticate&#8221;, diventa sempre più difficile poter fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;isolamento è una condizione implicita alle Maldive. Decine o centinaia di chilometri separano un&#8217;isola dall&#8217;altra e spesso nessuno sa quello che veramente accade in un posto o in altro. Mezzi di trasporto e comunicazione sono una cosa abbastanza recente &#8211; post-tsunami &#8211; e, nonostante ci siano ancora isole &#8220;dimenticate&#8221;, diventa sempre più difficile poter fare i propri comodi senza che qualcuno lo venga a sapere a Malè.<span id="more-60"></span></p>
<p>Ma purtroppo succede ancora. Capita infatti che in alcune isole si manifestino casi di svenimenti o attacchi pseudo-epilettici di massa che vengono attribuiti agli spiriti che abitano lì. I maldiviani credono profondamente negli spiriti e ne hanno paura. Per loro gli spiriti sono entità malefiche di cui stare in guardia, spesso quando fa buio. Apparentemente la notte è il momento in cui tendono ad attaccare la gente&#8230;si nascondo dietro gli alberi e inevitabilmente colpiscono i passanti.</p>
<p><strong>Lo spirito dell&#8217;isola viene chiamato Jinny</strong> ed è il capro espiatorio di questi attacchi di massa: bambini/e e ragazzi/e che perdono conoscenza o che hanno attacchi come quelli che ha un epilettico. In alcune isole i casi sono stati così numerosi che hanno pensato di chiudere la scuola per fermare il &#8220;contagio&#8221;. Spesso una persona sull&#8217;isola dichiara di essere in contatto con lo spirito e di poter risolvere la situazione. Dopo una specie di seduta spiritica costui informa la comunità che il Jinny gli ha detto che la risposta è dentro una bottiglia o su un albero&#8230;e tutti si mettono a cercare la bottiglia o l&#8217;albero. Sembra una cosa da ridere, eppure&#8230;.vi assicuro non lo è.</p>
<p>La stampa è complice nel mantenere queste credenze e aumenta la drammaticità dei racconti perchè questo, si sa, fa vendere più giornali. Ma anche perchè qui la stampa ha le mani legate e non potrebbe mai raccontare la verità.</p>
<p>Tratto dal diario di Aba su SabatoSeraOnline.</p>
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		<title>Centro di ricerca alle Maldive</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 10:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marcello Fontanesi, Rettore dell&#8217;Università Bicocca di Milano  e Mohamed Nasheed, presidente della Repubblica delle Maldive  hanno presentato il progetto per la creazione di un Centro di ricerca sull&#8217;isola di Magoodhoo, nell&#8217;atollo di Faafu, coinvolgendo cinque facoltà e otto dipartimenti dell&#8217;ateneo milanese.
Questo &#8220;avamposto&#8221;, nato nell&#8217;ambito dei progetti promossi per l&#8217;Expo 2015, aprirà il prossimo aprile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marcello Fontanesi, Rettore dell&#8217;Università Bicocca di Milano  e Mohamed Nasheed, presidente della Repubblica delle Maldive  hanno presentato il progetto per la creazione di un Centro di ricerca sull&#8217;isola di Magoodhoo, nell&#8217;atollo di Faafu, coinvolgendo cinque facoltà e otto dipartimenti dell&#8217;ateneo milanese.</p>
<p>Questo &#8220;avamposto&#8221;, nato nell&#8217;ambito dei progetti promossi per l&#8217;Expo 2015, aprirà il prossimo aprile e vedrà lavorare insieme ricercatori italiani e maldiviani sulle tematiche concernenti lo sviluppo sostenibile, le scienze ambientali e marine, l&#8217;energia rinnovabile, la gestione dell&#8217;attività turistica e delle aree costiere e lo sviluppo delle &#8220;biocolle&#8221;.</p>
<p>A ottobre, invece, inizieranno i corsi di formazione universitaria tra cui quello per guide naturalistiche, per la gestione degli ambienti marini e per lo sviluppo sostenibile degli ambienti tropicali.</p>
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		<title>Thilafishi l&#8217;isola dei rifiuti alle Maldive</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 19:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Maldive]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;inglese The Guardian, i rifiuti prodotti dai turisti sulle isole Maldive, non vengono riciclati, ma semplicemente ammassati nell’isola di Thilafushi, l’isola dei rifiuti più grande del mondo.
Lunga sette chilometri e larga duecento metri doveva essere adibita esclusivamente alla raccolta dei rifiuti della popolazione maldiviana, per una capacità complessiva di circa 300.000 abitanti. Attualmente invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4" src="http://maldive.bloggerstyle.net/files/2009/01/discarica-maldive.jpg" alt="" width="200" height="142" />Secondo l&#8217;inglese The Guardian, i rifiuti prodotti dai turisti sulle isole Maldive, non vengono riciclati, ma semplicemente ammassati nell’isola di Thilafushi, l’isola dei rifiuti più grande del mondo.<br />
Lunga sette chilometri e larga duecento metri doveva essere adibita esclusivamente alla raccolta dei rifiuti della popolazione maldiviana, per una capacità complessiva di circa 300.000 abitanti. Attualmente invece nell’isola giungono anche i rifiuti prodotti da tutti i villaggi ed impianti turistici, che accolgono oltre 10 mila ospiti ogni settimana, con una media di tre chilogrammi di rifiuti prodotti per ogni turista che nel corso dell’anno soggiorna nelle isole dell’arcipelago.</p>
<p>Ogni giorno a Thilafishi vengono depositate oltre 300 tonnellate di rifiuti, cosicché la discarica cresce con un ritmo impressionante di un metro quadrato al giorno. Attualmente la superficie complessiva della discarica è di circa 50 ettari.<span id="more-3"></span></p>
<p>Il pericolo maggiore non risiede tanto nelle dimensioni sempre più grandi del sito, ma nel tipo di rifiuti che vengono portati e poi successivamente bruciati negli impianti di incenerimento presenti. Ai normali rifiuti urbani solidi si sono ultimamente aggiunti, in seguito all’esplosione del boom dell’attività turistica, considerevoli quantità di batterie usate, amianto, piombo e rifiuti elettronici.</p>
<p>Inoltre le operazioni di scarico non vengono eseguite nel rispetto degli standard di sicurezza con il pericolo che queste sostanze tossiche vengono sversate nell’oceano, con gravi danni per gli ecosistemi acquatici. L’integrità degli ecosistemi è minata anche dalla tipologia della discarica: a differenza di una qualsiasi discarica costruita su terra, a Thilafushi l’immondizia viene relegata tra mare e sottili strati di sabbia, cosicché al verificarsi di un crescente innalzamento delle acque dovuto al riscaldamento globale, la dispersione di sostanze tossiche nel mare a partire dalla zona costiera.</p>
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