Jinny e gli altri spiriti delle Maldive
1 marzo 2009 | Archiviato in Notizie sulle Maldive.L’isolamento è una condizione implicita alle Maldive. Decine o centinaia di chilometri separano un’isola dall’altra e spesso nessuno sa quello che veramente accade in un posto o in altro. Mezzi di trasporto e comunicazione sono una cosa abbastanza recente – post-tsunami – e, nonostante ci siano ancora isole “dimenticate”, diventa sempre più difficile poter fare i propri comodi senza che qualcuno lo venga a sapere a Malè.
Ma purtroppo succede ancora. Capita infatti che in alcune isole si manifestino casi di svenimenti o attacchi pseudo-epilettici di massa che vengono attribuiti agli spiriti che abitano lì. I maldiviani credono profondamente negli spiriti e ne hanno paura. Per loro gli spiriti sono entità malefiche di cui stare in guardia, spesso quando fa buio. Apparentemente la notte è il momento in cui tendono ad attaccare la gente…si nascondo dietro gli alberi e inevitabilmente colpiscono i passanti.
Lo spirito dell’isola viene chiamato Jinny ed è il capro espiatorio di questi attacchi di massa: bambini/e e ragazzi/e che perdono conoscenza o che hanno attacchi come quelli che ha un epilettico. In alcune isole i casi sono stati così numerosi che hanno pensato di chiudere la scuola per fermare il “contagio”. Spesso una persona sull’isola dichiara di essere in contatto con lo spirito e di poter risolvere la situazione. Dopo una specie di seduta spiritica costui informa la comunità che il Jinny gli ha detto che la risposta è dentro una bottiglia o su un albero…e tutti si mettono a cercare la bottiglia o l’albero. Sembra una cosa da ridere, eppure….vi assicuro non lo è.
La stampa è complice nel mantenere queste credenze e aumenta la drammaticità dei racconti perchè questo, si sa, fa vendere più giornali. Ma anche perchè qui la stampa ha le mani legate e non potrebbe mai raccontare la verità.
Tratto dal diario di Aba su SabatoSeraOnline.