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	<title>Vacanze alle Maldive &#187; ambiente</title>
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	<description>Tutte le offerte e le informazioni sulle Maldive</description>
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		<title>Maldive a emissioni zero</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 09:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie sulle Maldive]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Le Maldive puntano a diventare la prima nazione completamente ad energia pulita entro il 2020. Il presidente Mohamed Nasheed sta proponendo un programma per sostituire i carburanti fossili con energia eolica e solare. Il governo maldiviano ha intenzione di privatizzare l&#8217;azienda elettrica nazionale con l&#8217;intento di attrarre investimenti stranieri e realizzare sia 155 pale eoliche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Maldive puntano a diventare la prima nazione completamente ad energia pulita entro il 2020. Il presidente Mohamed Nasheed sta proponendo un programma per sostituire i carburanti fossili con energia eolica e solare. Il governo maldiviano ha intenzione di privatizzare l&#8217;azienda elettrica nazionale con l&#8217;intento di attrarre investimenti stranieri e realizzare sia 155 pale eoliche da un megawatt e mezzo l&#8217;una sia mezzo chilometro quadrato di pannelli solari che insieme forniranno l&#8217;energia necessaria ai 385.000 abitanti.</p>
<p>Il progetto, che include anche una centrale elettrica alimentata con gusci di noci di cocco, prevede costi pari a circa 850 milioni di euro).</p>
<p>Nasheed è stato eletto lo scorso anno nelle prime elezioni multipartitiche del paese, al posto del presidente Maumoon Abdul Gayoom al potere per tre decenni.</p>
<p>Il tema ambientale ha avuto particolare rilevanza nella campagna elettorale e nel programma di governo anche perché l&#8217;arcipelago sarebbe minacciato dai cambiamenti climatici planetari.<br />
Secondo stime Onu, il surriscaldamento della Terra potrebbe causare nel tempo un innalzamento del livello del mare di 58 centimetri, sommergendo gran parte delle isole dell&#8217;arcipelago entro il 2100.</p>
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		<title>Thilafishi l&#8217;isola dei rifiuti alle Maldive</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 19:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie sulle Maldive]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Maldive]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;inglese The Guardian, i rifiuti prodotti dai turisti sulle isole Maldive, non vengono riciclati, ma semplicemente ammassati nell’isola di Thilafushi, l’isola dei rifiuti più grande del mondo.
Lunga sette chilometri e larga duecento metri doveva essere adibita esclusivamente alla raccolta dei rifiuti della popolazione maldiviana, per una capacità complessiva di circa 300.000 abitanti. Attualmente invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4" src="http://maldive.bloggerstyle.net/files/2009/01/discarica-maldive.jpg" alt="" width="200" height="142" />Secondo l&#8217;inglese The Guardian, i rifiuti prodotti dai turisti sulle isole Maldive, non vengono riciclati, ma semplicemente ammassati nell’isola di Thilafushi, l’isola dei rifiuti più grande del mondo.<br />
Lunga sette chilometri e larga duecento metri doveva essere adibita esclusivamente alla raccolta dei rifiuti della popolazione maldiviana, per una capacità complessiva di circa 300.000 abitanti. Attualmente invece nell’isola giungono anche i rifiuti prodotti da tutti i villaggi ed impianti turistici, che accolgono oltre 10 mila ospiti ogni settimana, con una media di tre chilogrammi di rifiuti prodotti per ogni turista che nel corso dell’anno soggiorna nelle isole dell’arcipelago.</p>
<p>Ogni giorno a Thilafishi vengono depositate oltre 300 tonnellate di rifiuti, cosicché la discarica cresce con un ritmo impressionante di un metro quadrato al giorno. Attualmente la superficie complessiva della discarica è di circa 50 ettari.<span id="more-3"></span></p>
<p>Il pericolo maggiore non risiede tanto nelle dimensioni sempre più grandi del sito, ma nel tipo di rifiuti che vengono portati e poi successivamente bruciati negli impianti di incenerimento presenti. Ai normali rifiuti urbani solidi si sono ultimamente aggiunti, in seguito all’esplosione del boom dell’attività turistica, considerevoli quantità di batterie usate, amianto, piombo e rifiuti elettronici.</p>
<p>Inoltre le operazioni di scarico non vengono eseguite nel rispetto degli standard di sicurezza con il pericolo che queste sostanze tossiche vengono sversate nell’oceano, con gravi danni per gli ecosistemi acquatici. L’integrità degli ecosistemi è minata anche dalla tipologia della discarica: a differenza di una qualsiasi discarica costruita su terra, a Thilafushi l’immondizia viene relegata tra mare e sottili strati di sabbia, cosicché al verificarsi di un crescente innalzamento delle acque dovuto al riscaldamento globale, la dispersione di sostanze tossiche nel mare a partire dalla zona costiera.</p>
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